A tu per tu con l'autore, Autori

A tu per tu con l’autore ~ Alessio Fabbri

image A soli due giorni dalla pubblicazione del suo primo libro, La Magiara, ho il grande piacere di ospitare sul mio blog Alessio Fabbri.

Durante questi mesi, da quando sono approdata su WordPress e ho iniziato a seguire il suo blog, ho potuto apprezzare i post da lui pubblicati: sempre dettagliati, ben curati e particolarmente interessanti.
Da quelle pagine emerge la sua personalità: è infatti facile intuire che si tratta di una persona positiva e assetata di conoscenza. Questa chiacchierata, non solo ha confermato ciò che già pensavo, ma ha anche allungato la lista delle qualità: Alessio è estremamente gentile, educato e disponibile. Cose che, di certo, non passano inosservate!

Ma andiamo ora alle sue risposte e…al suo libro!


-Ciao Alessio, benvenuto su Libralia! La prima domanda ti sembrerà scontata e banale ma…raccontaci un pó di te. Chi è Alessio Fabbri?

Sono un insegnante. Mi piace partire da questo punto: mi affascina l’apprendimento, voglio conoscere, esplorare, ricevere conoscenza ed in qualche modo restituirla, magari in modo creativo, come appunto la scrittura mi ha dato la possibilità di fare. Non c’è dubbio che nella mia personalità la sensibilità sia una sfumatura della quale non posso fare a meno. Si deve imparare a non esserne vittima, a gestirla, a creare qualcosa di positivo attraverso di essa.

Caratteristiche che sicuramente ti contraddistinguono e che possono essere apprezzate leggendo fra le righe del tuo blog.
Veniamo adesso al tuo libro “La Magiara”. Come nasce questa storia e come mai, da uomo, decidi di raccontare una donna? (E permettimi di aggiungere “che donna!!”, ciò che dalla presentazione salta all’occhio è proprio il suo carattere!)

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Ho scelto di raccontare la storia di una donna per diversi motivi. Il più ovvio è che, appunto, mettersi nei panni dell’altro sesso è di per sé un’esplorazione di qualcosa che non si conosce. Calarmi nei panni di una donna, in un’epoca diversa, in un luogo che conosco ma al contempo unico per la trama, è stato un vero e proprio viaggio ed in qualche maniera una sfida. Per me era importante dar voce a chi non poteva averla, specie in un periodo così austero, socialmente e politicamente. L’emarginazione, come ben sappiamo, non è nata oggi ma ha radici lontane, e solo un secolo fa lo scenario era parecchio desolante.

Oltre alla protagonista, Agnese Mallasz, c’è un altro dei tuoi personaggi di cui ti piacerebbe approfondire la storia, magari in un altro romanzo?

Sì, non c’è dubbio. “La Magiara” nasce come storia di Agnese Mallasz, ma sotto i suoi occhi c’è lo sviluppo della ribellione della nipote Sibilla, la figlia del fratellastro. Quando Agnese arriva a Ferrara, Sibilla è una sedicenne timida alla ricerca di una figura di riferimento (sua madre è morta qualche anno prima), ma nel corso dei due anni che coprono la narrazione del libro, la vediamo mutare: si specchia in Agnese, poi la rifiuta, la copia, ne mette in atto i comportamenti quasi in maniera eccessiva. Sibilla è figlia del disequilibrio, delle mancanze (il padre non è mai presente), e ne combina di tutti i colori. Lei avrà certamente uno spazio nelle mie prossime avventure narrative!

La storia è ambientata nella Ferrara degli anni venti. Come mai, questo luogo e questo tempo, diventano la cornice perfetta per “La Magiara”? Cosa rappresentano per te?

Ferrara aveva avuto un piccolo spazio nella trama del mio primo libro, ancora non pubblicato. Ho voluto darle più spazio perchè Ferrara è il luogo della mia crescita. Al termine dei miei studi professionali ho intrapreso gli studi universitari, ed è stata una scelta voluta, fortemente cercata. Ferrara mi ha fatto confrontare col mondo, con studenti di ogni provenienza, mi ha aperto la mente, mi ha allargato gli orizzonti. Non potevo non dedicarle un romanzo, in fondo. Gli anni ’20 mi affascinano da tempo, e quindi ho voluto sovrapporre diversi miei interessi per creare un ambiente giusto che facesse da palcoscenico alla trama. Anche per Agnese, Ferrara è la casa, il luogo della sua vera origine, ma è troppo sofferente per vederlo, troppo annebbiata per accorgersene.

-È evidente, sia dal blog sia dal libro, che sei un appassionato di genealogia. Come nasce questa passione e che influenza ha sulla tua vita?

Lo scopo di Agnese (che pure torna a Ferrara per sopravvivere economicamente) è quello di sapere chi è. Quando perde ogni riferimento, deve pure aggrapparsi a qualcuno, a qualcosa. Il vuoto, il silenzio, sono deleteri per lei. Io credo forse di averle donato questa inclinazione perchè coincide con la mia; ho sempre saputo poco delle generazioni precedenti quella dei miei genitori. Non sono uno che scuote le spalle quando non riceve risposte o quando non le trova, ma mi intestardisco per trovare ciò che di reperibile esista per completare la mia persona, la mia storia. La genealogia mi ha portato fino al Settecento con diversi rami della mia famiglia (coi Fabbri in primis), ma in alcuni casi sono arrivato persino al Cinquecento. Vedere il proprio cognome su documenti così antichi fa sempre un certo effetto!


Ringrazio vivamente Alessio per il tempo che ha dedicato a quest’intervista e per avermi accordato la massima disponibilità. Se ancora non lo avete capito, è stato un vero piacere parlare con lui!

Consiglio a tutti di leggere La Magiara e lascio qui di seguito tutte le informazioni al riguardo…così non avrete scuse per farvi scappare questo libro! 😉

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AutoreAlessio Fabbri

Titolo: La Magiara

Pagine: 170
Prezzo di copertina: 17.00€ cartaceo
Genere: Narrativa contemporanea/Romanzo storico

Casa Editrice: Sillabe di Sale Editore

Quando Agnese riceve la notizia del riconoscimento postumo del padre, un ricco conte appena deceduto, il trasferimento a Ferrara nella casa delle sue origini le appare il perfetto luogo in cui fuggire dai dispiaceri della vita, dalla morte della madre e dalle sofferenze che l’amore le ha inflitto a Venezia.

Ma nella grande villa dei Salisbeni conoscerà la stranezza del fratellastro Luigi Alfonso, la scontrosità della sorellastra Giuliana e l’irrequietezza della nipote Sibilla.
Alla ricerca di una sua identità di donna libera, Agnese amerà la cultura, il confronto con le altre donne, la voglia di conoscere e sapere, consapevole che ciò non basta e che vive in lei il fantasma dell’insoddisfazione. Reagirà, urlerà, lotterà con tutte le sue forze, cercando in ogni rappresentante dell’altro sesso un oppositore sul quale prevalere per riscattare le sue ferite. In questo vortice di rabbia e di emozioni profonde, Agnese dovrà destreggiarsi fra le sfide del presente ed i torbidi segreti del passato per riuscire a conquistare un futuro che sembra non voler esistere.

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