Consigli di lettura

Tu eri già poesia- Carlo Bramanti

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TITOLO- Tu eri già poesia
AUTORE- Carlo Bramanti
GENERE- Poesia
ANNO- 2014
EDITORE- Bibliotheka Edizioni

 

 

 

Essere sospesi fra due luoghi, sia geografici che mentali: la natia Sicilia e la terra del Sol Levante. È in questa dualità, in questa contrapposizione di cultura e linguaggi, di immaginazione e pensiero, che risiede la forza espressiva di Carlo Bramanti, autore la cui passione per la letteratura giapponese e per l’Haiku, breve componimento di diciassette sillabe, traspare con evidenza in questa sua struggente raccolta poetica. Tu eri già poesia è molto più che un corpus poetico: è una dichiarazione d’intenti, un atto d’amore verso una cultura e un modo di “sentire” l’arte dello scrivere che denota una sensibilità e una capacità di descrivere i moti dell’animo e di focalizzare i sentimenti del cuore fuori dal comune. Lo stile mai retorico, privo di fronzoli, senza filtri, che mira direttamente al cuore, trascina il lettore in una dimensione nuova e “altra”, alla ricerca del proprio io interiore e del vero Amore. Poesia intesa come smacco alla solitudine, come unica salvezza, come speranza di una vita migliore. Una luce sempre accesa quando viene a mancare qualcuno che si ama, quando sembra che tutto sia perduto fra le spire della malattia. Quando si capisce, una volta e per sempre, che l’altra metà del nostro cielo, la persona per la quale il nostro cuore batte incessantemente, è il viaggio dal quale non abbiamo fatto più ritorno. Edito da Bibliotheka Edizioni.

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La poesia. Un mondo a me quasi sconosciuto che nasce e si ferma fra i banchi del classico. Una parentesi troppo breve se comparata al mare di prosa in cui ho sempre nuotato.
La verità è che non ho mai saputo rapportarmi ai versi, nonostante io sia una persona dalla spiccata indole introspettiva.
Vado a fondo, che le superfici mi spaventano. Ma le poesie…quelle appartengono ad un mondo troppo intimo, ad una sfera troppo personale di chi le ha composte, per essere comprese. O almeno, per essere comprese veramente.
Fino ad oggi, in un modo o nell’altro, le ho sempre schivate finché non ho incontrato questo titolo “Tu eri già poesia. Prima che ne scrivessi una”. Mi sono rigirata le parole in bocca per un po’, assaporandole. E mi sono piaciute talmente tanto da infrangere una barriera che io stessa avevo creato. 13166796_1184194201614060_1353747448_n
Si tratta di poche poesie, piuttosto brevi. Si fa presto a leggerle e si desidera leggerle una volta ancora. Ed è proprio su questa voglia di rileggerle che mi vorrei soffermare. Per la prima volta ho fatto mie delle poesie. Senza un professore che mi guidasse attraverso i versi, senza l’imposizione di qualcuno che mi dicesse come fare.
Alcune le ho lasciate andare, altre le ho trascritte e immaginate, imparando una cosa fondamentale: siamo un abisso che non finiremo mai di sondare. Pensiamo di conoscerci così bene, di sapere cosa ci piace o cosa no, da crearci delle barriere. Limiti che non osiamo oltrepassare perché siamo stati noi stessi a innalzare. Ed invece dovremmo sapere quanto uscire dalla nostra comfort zone possa rivelarsi fondamentale. Serve ad immergerci in quell’abisso che altrimenti rimarrebbe inesplorato. Serve ad allargare e a ritrovare i nostri spazi.

“è andare oltre
la cosa più difficile.
Nel profondo degli altri
e di se stessi.
Oltre le mille barriere
negli anni costruite,
oltre il timore
di specchiarsi e di soffrire.
Le paure
rendono l’uomo
piccolo all’inverosimile….”

Fino ad ora dunque, non avevo mai letto o parlato di poesia. Ma questa volta ho voluto sfidare i miei limiti e sono contenta di averlo fatto.
Sono felice di essermi imbattuta in questi versi  e di avervi trovato pensieri a me così affini.
Attraverso queste pagine ho scoperto un lato di me che non pensavo esistesse. A Carlo Bramanti va il merito per avermi liberata di alcune gabbie mentali in cui mi ero trincerata, restituendomi la libertà di esplorare una parte piuttosto importante di letteratura che probabilmente non avrei indagato.

“Lieve cade
una foglia d’oro
ogni notte
dal ramo sporto
della luna
sul dorso del drago
che dorme in me.
E il lago,
il mandorlo già in neve,
la luna stessa
mi rasserenano.
Tutto ciò che guardo
non brucia più.”
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