Consigli di lettura

La Randagia- Valeria Montaldi

la randagia

 

Titolo: La Randagia
Autore: Valeria Montaldi
Editore: Piemme
Collana Narrativa
Serie Thriller
Pagine 432
Pubblicato a aprile 2016
ISBN 978-88-566-5237-6

 

1494. Nella vecchia casupola annidata fra i boschi di Machod, vive, sola, Britta da Johannes, una giovane, bellissima donna. Sebbene siano in molti a ricevere beneficio dai suoi rimedi erboristici, Britta suscita paura.
La sua solitudine è alleviata dal legame, appassionato e furtivo, con il figlio del castellano. Quando un doloroso avvenimento mette fine alla loro storia d’amore, per Britta comincia una terribile discesa all’inferno. Maldicenze e calunnie si accumulano contro di lei, fino ad arrivare alle orecchie dell’inquisitore. Il giudizio finale è inappellabile: Britta è una strega e il suo destino è il rogo.

2014. È un gelido mattino di novembre quando Barbara Pallavicini, studiosa di medievistica, raggiunge le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois. Lì troverà l’ultimo tassello della sua ricerca, l’iscrizione lasciata da una donna condannata per stregoneria. Nella penombra del sotterraneo, gli occhi di Barbara incontrano quelli spenti di un cadavere. Atterrita, chiama i carabinieri. Giovanni Randisi, maresciallo del Comando di Aosta, identifica la vittima: è una ragazza del luogo, ossessionata da storie di demoni e malefici. Le indagini, in lotta contro il tempo, diventano ancora più affannose quando si viene a sapere che la migliore amica della vittima è misteriosamente scomparsa. Perché una ragazza dedita all’occulto è stata uccisa fra le stesse mura che cinquecento anni prima avevano imprigionato una strega? E se la soluzione dell’enigma affondasse le radici proprio in quel lontano passato?

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Le tempeste, le notti senza luna, il buio: sono tutte cose che gli uomini hanno sempre temuto e dalle quali hanno cercato riparo.
Ma niente, niente ha mai spaventato gli uomini quanto una donna “randagia”.
Esiste infatti, in natura, una forza psichica che trae origine dagli istinti e dalla creatività. Questa particolare forza appartiene alle donne. E ancor più, appartiene a quelle donne che si lasciano guidare dalla natura istintuale del lupo e che per questo hanno affinato il loro rapporto con le cose sottili, con l’invisibile.
Quando per la prima volta ho visto la copertina ed il titolo del nuovo lavoro di Valeria Montaldi, ne sono rimasta stregata e non ho potuto fare a meno di pensare ad un legame con quel fantastico mondo che appartiene alle donne selvagge che tanto mi affascina.
In realtà, portando avanti la lettura mi sono resa conto che, seppure rimane evidente il tributo alla psiche istintiva della donna e la volontà di farne il filo conduttore della storia, ci sono altre tematiche, altrettanto affascinanti e non meno importanti, che affiancano la prima: l’invidia alla base delle maldicenze ed il pericolo rappresentato dal pregiudizio.
All’ombra dei boschi di Machod e Saint Jacques aux Bois, le maldicenze che rendono vittima Britta nel lontano 1495, si sedimentano e affondano mute le loro radici nel terreno, fino a rivelare la loro gravità secoli dopo quando sarà quasi impossibile capire le loro origini; quando Francesca Ravet verrà assassinata.

Nel complesso, per le tematiche trattate e per l’armonioso alternarsi di passato e presente, il libro mi è piaciuto ma devo ammettere che non mi ha convinta del tutto.
Si tratta di una sensazione puramente personale: nonostante i personaggi siano perfettamente caratterizzati, non ho sviluppato alcuna forma di empatia nei loro confronti e questo, in genere, lo ritengo un requisito fondamentale per rendere una lettura indimenticabile.
Altro aspetto che non mi ha convinta e mi ha lasciata perplessa è la presenza dello spirito di Britta. La trama, fatta di suspense, è talmente ben sviluppata da rendere superfluo qualsiasi altro artefatto. L’elemento del soprannaturale è già presente e aleggia lungo tutta la storia, per questo motivo non necessitava di manifestazioni fisiche di quella portata, tanto più che Britta è sì stata oltraggiata da maldicenze e torture ma non è un’anima tormentata (o almeno non nel senso tradizionale del termine).
Piccole critiche a parte, La Randagia è un libro che ho divorato in meno di due giorni e che mi sento di consigliare: la scrittura è armoniosa e ricca di dettagli; il ritmo, seppur non incalzante, scorre fluido e regolare senza mai cedere il passo alla noia o a descrizioni troppo prolisse.
Un noir che cullandovi all’ombra di un passato lontano, vi saprà tenere incollati alle pagine alla ricerca di risposte che rendano giustizia a due donne così lontane eppure così simili.

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Montaldi_739feece9afa0ff5e3879ac7cd29d4bfL’autrice- Valeria Montaldi è nata a Milano, dove ha seguito gli studi classici e si è laureata in Storia della Critica d’Arte. Dopo una ventina d’anni di giornalismo dedicato a luoghi e personaggi dell’arte e del costume milanese, nel 2001 ha esordito nella narrativa con Il mercante di lana (Premio Città di Cuneo, Premio Frignano, Premio Roma), a cui sono seguiti Il signore del falco, Il monaco inglese (finalisti Premio Bancarella), Il manoscritto dell’imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle (Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzio.

I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.

 

 

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