Autori, Consigli di lettura

Tsuki e Deshu di Antonella Colcer

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Genere- Fantascienza/ Literature-Fantasy
Autore-
Antonella Colcer
Titotlo
Tsuki e Deshu
Anno
2015
Numero di Pagine-
116

 

 

 

Abbandonata alla nascita in un campo di bambù, Tsuki cresce con la tristezza dell’abbandono nel cuore. Trovata e accudita da due umili e anziani contadini, si chiede quale sia il mistero della sua venuta al mondo e il perché di quel nobile ciondolo che porta al collo da allora. Sa che quel medaglione, così unico e prezioso, è tutto ciò che i suoi genitori le hanno lasciato, tutto ciò che può nascondere e rivelare il segreto delle sue origini: una mezzaluna che abbraccia una pietra opalescente.

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Oggi vi porto con me in Oriente, nel lontano Giappone, fra immensi boschi di bambù e misteriosi tesori. Sono questi infatti, gli scenari che fanno da sfondo all’antichissima leggenda, rielaborata e raccontata da Antonella Colcer.
La vera leggenda narra di una bimba (figlia della Luna) che venne ritrovata in un campo da un anziano tagliatore di bambù. L’uomo accudì la piccola, amandola come una figlia. Ma gli anni passarono e la bimba divenne una donna bellissima, la cui fama si diffuse in tutto il regno. Fu così che cinque principi si presentarono al suo cospetto per chiederle la mano. Ma Tsuki (questo il nome scelto nella rielaborazione della storia. Nayotake no Kaguya-hime è il nome originale) che doveva far ritorno alla Luna, non poteva innamorarsi e per questo sottopose i principi a delle prove impossibili da superare.
Inutile dire che nessun principe ne uscì vittorioso.
Quel che invece bisogna dire, è che le soluzioni non furono mai svelate. Ancora oggi, secoli dopo, rimangono avvolte nel mistero.
Ed è proprio qui che entra in gioco la creatività di Antonella. L’ossatura della leggenda non viene stravolta e continua a vivere lungo tutto il racconto. L’autrice, tuttavia, compie una trasformazione di estrema delicatezza: spoglia la leggenda dall’elemento divino, inserisce personaggi storici e restituisce alla storia un carattere squisitamente umano.
Entra così in scena Deshu: non un principe ma un guerriero; non un luogo divino a cui far ritorno ma un uomo capace di amare, e per questo, capace di scrutare oltre le apparenze.
Deshu, così umano e così innamorato da riuscire a dare risposte finora mai svelate.
Se amate le leggende ed il lontano oriente, non potete non leggere questo romanzo breve che vi farà viaggiare nel tempo e nello spazio e che soprattutto, vi farà capire quanto sia importante dimenticare i limiti e guardare col cuore.
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Un simpatico ed accurato “Dietro le quinte” di questo romanzo, dal blog dell’autrice stessa: https://qualcunocomete.wordpress.com/2015/09/04/dietro-le-quinte-di-tsuki-e-deshu-la-vera-storia/

L’AUTRICE  Antonella Colcer è nata a Legnago, in provincia di Verona, il 6 novembre 1995. Ha avuto un’infanzia felice in Romania trascorrendo il suo tempo nella fiorente città di Cluj-Napoca e ad Hurez, Sălaj un piccolo villaggio contadino della Transilvania, circondato da boschi e colline in cui vivevano i suoi nonni materni. In questa regione di rara bellezza, avvolta dal mistero ai piedi dei Carpazi, ha scoperto la magia di fiabe e leggende popolari romene e straniere. Di mamma romena e padre italo-tedesco, Antonella ama scrivere storie interculturali, ambientate in paesi lontani e vicini, di persone inventate o realmente vissute, dimenticate dietro il velo del tempo. Antonella vive a Lavagno, in provincia di Verona, dove studia moda e lavora come stilista freelance; è appassionata di lingue straniere e collabora con la rivista culturale online “Libreriamo” di Milano. Da sempre amante della lettura, mostra il suo amore per la scrittura sin da piccola, ma è a all’età di sedici anni che inizia a scrivere i suoi primi racconti. Ispirata dal singolo “Guerriero” di Marco Mengoni, scrive “Tsuki e Deshu. La vera storia” nell’arco di circa due mesi, più precisamente: dal 21 novembre 2014 al 28 gennaio 2015. In questo suo primo romanzo, Antonella immagina la verità dietro una leggenda giapponese del X e prova inoltre, attraverso la sua personale interpretazione, a trovare risposta a cinque prove apparentemente impossibili, lasciate irrisolte per più di dieci secoli.

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