Recensioni

La Meccanica del Cuore

imageAutoreMathias Malzieu

Titolo: La meccanica del cuore

Titolo originale: La mécanique du coeur

Traduttore: Cinzia Poli

Anno: 2012

Editore: Feltrinelli  Collana: I Narratori

Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. L’impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell’incantevole creatura, in compagnia dell’estroso illusionista Georges Méliès. E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano. L’amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto. Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco, una favola e un romanzo di formazione, in cui l’autore, con scrittura lieve ed evocativa, punteggiata di ironia, traccia un’indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità.

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L’atto di scegliere un libro, e quindi di iniziare a leggerlo, sembra essere un gesto ordinario, quasi da nulla. Spesso si ignora il fatto che leggendo, ci si sta invece affidando a quelle pagine, scritte da mani estranee.

Quando iniziamo a leggere un libro, sostanzialmente, non sappiamo in quale mondo saremo trasportati. Nè in quale modo.
Ci sono storie che ci accompagnano su per le intricate vie della mente.
Altre che vanno vissute di pancia.
Ed altre ancora che colpiscono al petto, proprio qui, all’altezza del cuore.

Detto ciò, potrei decidere di raccontarvi La Meccanica del Cuore in due modi.
Il primo: descrivendovi l’aspetto stilistico, che a tratti si inceppa, cigola e non sempre funziona; quello che delude le aspettative del lettore, create da chi continua ad accostare il nome di Tim Burton a quello di Mathias Malzieu (perché così fa figo); ed ancora, quello di una storia che vabbè, è stata definita una favola ma che in realtà, per definirla tale, si dovrebbe lavorar di ossimori. Potrei anche dirvi che Miss Acacia è ciò che io definirei l’antitesi dell’amore e che non comprendo tutto questo trambusto per una come lei; potrei dirvi che la sessualità associata all’età dei personaggi mi infastidisce tanto quanto lo stridore di un treno contro le rotaie. Oppure, potrei decidere di ricorrere ad un secondo metodo e di riportarvi semplicemente queste parole:

Uno, non toccare le lancette
Due, domina la rabbia
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.

Penso che questo sia stato uno dei pochi libri, che io non abbia letto in modo oggettivo.
Fin dalla copertina (una bellissima tavola di Benjamin Lacombe) sono state pizzicate le corde della mia anima gotica, facendomi perdere la dovuta lucidità. Le note squisitamente dark e melanconiche, ed una straziante Edimburgo, nella sua notte più fredda, hanno fatto il resto.
Più profondamente, credo che questo libro non vada letto così com’è. Credo piuttosto che vada inteso come quella bellissima metafora che è la vita, rappresentata dalla solitudine, dall’inconsapevolezza e dall’innocenza con la quale si viene al mondo; rappresentata dall’abbandono a sè stessi e dall’amore incondizionato che si riceve; da un genitore che, naturale o no, più di ogni altra cosa vorrebbe proteggerci dalla lordura del mondo, fornendoci o meno degli accorgimenti per affrontarlo; rappresentata da coloro che incontriamo sulla nostra strada, e che finiscono per influenzare la nostra storia; dalle nuove scoperte e dalle nuove consapevolezze: quelle di scoprirsi altri e diversi; ed infine, rappresentata dalle botte da orbi che riceviamo quando meno le aspettiamo, e che ci lasciano moribondi sul ciglio di una strada, convinti che mai più avremo la forza per rialzarci ancora.

Adesso, spetta a voi la scelta. Solo voi potete decidere in che modo leggere questa favola dark.
Solo una cosa per favore, dimenticate Tim Burton, che Mathias Malzieu è Mathias Malzieu: voce dei Dionysos e scrittore, credo abbia dimostrato a sufficienza di sapersi auto definire, senza dover ricorrere all’utilizzo di svianti parallelismi.

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8 thoughts on “La Meccanica del Cuore”

    1. La conosci? Io ne sono follemente innamorata! Ho vissuto a St. Andrews, non distante da Edimburgo, per pochi mesi, qualche anno fa. La Scozia è sempre stata il mio sogno e dopo di allora so che sarà per sempre nel mio cuore.

      Liked by 1 persona

    1. Ciao Laura! Scusami per il terribile ritardo con cui ti rispondo, sono imperdonabile!! Ho avuto una settimana piena di lavoro e ho dedicato davvero poco tempo al blog. Quasi quasi mi metto a farlo ora il tag… 😀 grazie per avermi pensata e scusa ancora!!!

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