Recensioni

La Straniera ~ Outlander

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Autore: Diana Gabaldon

Anno: 1996

Titolo originale: Outlander

Traduzione a cura di: Valeria Galassi

Editore: Corbaccio – Collana: Romance

L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L’incontro con il giovane e affascinante cavaliere scozzese James Fraser la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in epoche così diverse tra loro.


“C’era una volta, due secoli fa…” Si parla sempre di due secoli prima, nelle storie delle Highlands.

Lo so, è il tormentone del momento e a parlarvene dunque, non sto facendo nulla di nuovo. Tutte, o quasi, hanno perso la testa per il valoroso Jamie, sognando, anche solo per un momento, di poter prendere il posto di Claire Beauchamp Randall, o Fraser che dir si voglia.

Del resto, la Gabaldon è riuscita ad usare gli ingredienti giusti scrivendo il primo romanzo di questa serie: ad una base di vita reale, aggiunge un pizzico di fantasy, farcisce con dettagli storici e cosparge il tutto con abbondante avventura, mistero e passione. Come non abbuffarsi con un piatto così prelibato?!
Anche il luogo che sceglie come suo teatro, ovvero la mia amatissima Scozia*, è per antonomasia uno di quei posti che trasudano magia e che quindi creano l’atmosfera perfetta.
Nulla è scontato, nulla è statico. I personaggi emergono con insistenza dalle pagine, con i loro caratteri per nulla banali. Lui, Jamie, occhi azzurri e capelli rossi, è il classico guerriero delle Highlands, corpo perfetto (pur essendo marcato da cicatrici che scrivono la sua storia), indomito, fiero, misterioso, eppure inaspettatamente dolce, in un epoca in cui la dolcezza non è ammessa. Lei, Claire, capelli neri e ribelli, intelligenza viva e lingua tagliente, non è la donna che si fa mettere i piedi in testa, non è quella che piange e si dispera. Tanto che la sua prontezza di spirito al momento del salto temporale, mi ha fatto un pò sospettare e storcere il naso, poiché sembra adattarsi senza alcuno sforzo alla nuova epoca e sembra non rivolgere grandi pensieri al marito che si è lasciata nel passato (o nel futuro, dipende dai punti di vista).
Un libro, questo, che nelle librerie, è stato collocato nella sezione fantasy ma che, tolto il viaggio nel tempo (seppur momento focale di tutta la narrazione), potrebbe andare a posizionarsi a buon diritto fra i romanzi storici, talmente tanti sono i dettagli che rendono la storia corposa e sostanziosa.
Curiosa poi, se pensiamo al successo che oggi ha, è la sua storia editoriale: nel 1996, mentre negli Stati Uniti il genere Travel Time era già molto apprezzato, amato e diffuso, in Italia, la Sonzogno azzarda la pubblicazione di una prima versione ridotta di questo libro (allora intitolato Ovunque nel Tempo), che però si rivelò un fallimento, tant’è che la pubblicazione dei capitoli successivi della saga (per altro già annunciati) non furono mai pubblicati.
La versione integrale, che oggi noi tutti conosciamo, è stata pubblicata dalla casa editrice Corbaccio quando nel 2003, sette anni dopo la pubblicazione della Sonzogno, ne riacquista i diritti. A La Straniera seguono gli altri libri della saga, che negli Stati Uniti ammontano attualmente a 8 (non si è ancora giunti al capitolo conclusivo), ma che in Italia sono stati discutibilmente divisi (come succede per esempio, con i libri di George R.R. Martin) in ben 15. Voglio però darvi un consiglio: non fatevi spaventare dal numero di libri che compongono Outlander. Intanto va detto che La Straniera è un libro autoconclusivo, per cui potrete decidere di fermarvi senza lasciare nulla in sospeso, qualora la storia non vi dovesse prendere al tal punto da imbarcarvi per un viaggio del genere. Mi rivolgo a coloro che ancora non lo hanno letto e che magari sono indecisi se farlo o meno: concedetevi a queste pagine. Perchè ci sarà un momento in cui, senza rendervene conto, sarete voi a diventare gli Outlander. Vi ritroverete sotto cieli piovosi, a scandire il tempo a suon di cornamusa e di spade. Inizierete a far la conoscenza dei clan e dei loro tartan, ed inizierete a saper vedere nel buio di un mondo che non conosceva ancora “l’elettricità”.


*un giorno vi parlerò delle mie avventure scozzesi

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