Recensioni

I Pilastri della Terra

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Autore: Ken Follett

Anno: 1989

Titolo originale: The Pillars of the Earth

Traduzione a cura di: Roberta Rambelli

Casa Editrice: Mondadori

Un mistery, una storia d’amore, una grande rievocazione storica: in quella che è la sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell’Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passione si sviluppano così sullo sfondo di un’era ricca di intrighi e tradimenti, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Un romanzo che si sviluppa lungo più di quarant’anni di storia, i cui indimenticabili protagonisti sono vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.


1030.

No, non si tratta di una data, sebbene, come tutti saprete, I Pilastri della Terra sia un romanzo ambientato nel medioevo. 1030 sono le pagine che compongono questo libro: un colosso che spaventa chi non è avvezzo alle letture dei romanzi storici.

Dopo quasi un trentennio dalla sua prima pubblicazione e dopo un indiscusso ritorno in auge nel 2007, in seguito alla pubblicazione del “sequel” Mondo senza Fine, ed una mini-serie tv diretta da Ridley Scott (che non ho visto…ebbene si, sono l’unica), mi sono detta: “inammissibile che tu non l’abbia letto!”. Così, il mese scorso, ho posto rimedio a quella che consideravo una gravissima mancanza, visto che amo disperatamente il medioevo ed i polpettoni storici (libri o film che siano).
Avevo sentito parlare talmente tanto e bene di questo libro che, non so perchè, mi ero fatta l’idea di trovarmi fra le mani un libro ricco di colpi di scena totalmente inaspettati, impercettibili ed inimmaginabili. Per intenderci, uno di quei libri che ti fanno spalancare occhi e bocca e ti costringono a pause forzate per smaltire lo shock e la sorpresa. Ma devo essere onesta, sono anni che non mi capita un libro del genere fra le mani.
Tuttavia, tolta la delusione creata delle aspettative che altri mi avevano trasmesso, devo ammettere che I Pilastri della Terra rappresenta davvero una pietra miliare nel suo genere. Queste mille pagine rappresentano ciò che un libro storico dovrebbe rappresentare.
Ad un primo acchito, avrei detto che si trattasse della storia di una cattedrale. Ma questo libro è, ad un livello più viscerale, anche la storia di una maledizione. Questi, i due binari che corrono paralleli lungo le pagine di tutto il libro. Binari su cui si muoveranno i protagonisti, con o contro la loro volontà.
Un libro che considero autorevole e meritevole di lode per la capacità di descrivere la vita medievale nella sua interezza e nella sua lentezza, prendendo in considerazione ogni classe sociale, senza trascurare i dettagli di una nobiltà e di un clero abbarbicati ai loro privilegi. Un libro che, sopratutto, non dimentica di raccontare il popolo, in balia ai malumori delle prime due classi.
Un libro, il cui punto di forza sono le bellissime descrizioni storiche, paesaggistiche ed architettoniche. Un bellissimo modo per arricchire la propria cultura personale, o per chi ha avuto il piacere di studiare storia dell’arte in passato, di rinfrescare dettagli affascinanti che troppo spesso passano inosservati.
Devo ammettere, comunque, che le prime duecento pagine hanno rappresentato una vera e propria sfida, mettendo in difficoltà la mia capacità di concentrazione: tante, infatti, sono le pagine che servono da introduzione ai personaggi e alla storia. Un inizio graduale e molto lento, che non permette l’accesso al vivo della storia ma che, piuttosto, rilega il lettore ai suoi margini, chiedendogli di essere paziente. Un respiro ampio ma necessario, durante il quale succede tutto e niente: solo con l’arrivo di Tom il costruttore e della sua famiglia a Kingsbridge attecchiscono finalmente tutte le radici e la storia inizia a muoversi con passi più stabili.
La mia unica perplessità risiede nella caratterizzazione dei personaggi: i cattivi davvero cattivi ed i buoni troppo buoni, le cui lotte, simpaticamente parlando, mi hanno riportato alla memoria le imprese del povero Gargamella che non è mai riuscito a mangiarsi quei benedetti puffi.
Critica spicciola (e benevola) a parte, I Pilastri della Terra è semplicemente una lettura che non dovrebbe mancare all’appello, che siate lettori di romanzi storici o meno.

5/5

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5 thoughts on “I Pilastri della Terra”

      1. non l ho vista.ma ne vale la pena,prima o poi mi decido a vederlo ancbe perche’ la serie e’ lunga.Le recensioni sul film tv sono positive cosi ho letto.: )

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